chi siamo

Studio Storti, la più grande e referenziata realtà che opera nel campo delle soluzioni Open Source per le Pubbliche Amministrazioni, ad oggi, serve centinaia di enti di ogni tipologia e dimensione in tutta Italia.
Sin dal 1997 la nostra attività si è concentrata nella soddisfazione della sempre maggiore richiesta di libertà e risparmio da parte della Pubblica Amministrazione italiana.
Negli anni, con la continua ricerca dell’eccellenza nelle soluzioni proposte, abbiamo raggiunto una forte specializzazione e focalizzazione su aree di competenza chiare e definite.
Il nostro approccio è orientato alla fornitura di soluzioni pluricollaudate e referenziate da enti comparabili con quelli del richiedente. In questo modo, ogni progetto segue un percorso già definito il cui risultato è garantito, non lasciando spazio ad imprevisti ed incertezze.
Affidarsi a noi significa avere la certezza del risultato, la certezza dei costi complessivi e la sicurezza di un’offerta fortemente referenziata nel settore della Pubblica Amministrazione.

Azienda certificata ISO 9001 certificazione ISO 9001 CCAS


L’Open Source nella Pubblica Amministrazione

L’adozione di soluzioni Open Source, oggi più che mai, dato il contesto normativo che non solo lo stimola bensì lo impone, si rivela una fase strategica per ogni ente.

Ci sono elementi oggettivi che hanno reso sempre più interessanti le tecnologie Open Source per la PA: sicuramente tra questi c’è la maturità tecnologica che hanno raggiunto le soluzioni, tale, non solo da non essere più una seconda scelta per gli enti, bensì spesso da rappresentare la leadership tecnologica del settore di riferimento.

C’è, inoltre, l’importantissima questione del risparmio economico e della razionalizzazione della spesa che, in questi anni, sta diventando il vero mantra per gli ICT manager di ogni Amministrazione. Non ultima, la nuova presa di coscienza della funzione sociale e strategica della spesa pubblica per il mercato nazionale induce gli amministratori pubblici a sentirsi, oggi, più responsabili nell’investire gli esigui budget in servizi, erogati da aziende nazionali, favorendo in questo modo il mercato, le assunzioni di giovani e la crescita “dell’ecosistema”.
Si genera così un volano con un ritorno a più livelli, evitando di spendere denaro pubblico in licenze che, in realtà, trasferiscono ricchezza verso altri paesi, drenando risorse al Sistema Italia; nonché la necessità, sempre più chiara, di avere pieno possesso e controllo dei propri dati, senza essere vincolati a formati proprietari o essere soggetti al vendor lock-in.

A supporto della scelta, in questi anni, abbiamo visto un’azione del legislatore che, sempre più, ha chiarito come la strada dell’Open Source sia la scelta obbligata per la P.A.

Quest’anno ci sono state una serie d’interessantissime novità a riguardo: la modifica del CAD, ha messo le basi al concetto di “Open by Default” ossia l’obbligatorietà di preferire soluzioni Open Source a soluzioni Commerciali, come indicato dall’Articolo 68, comma1, così come l’obbligo di scegliere soluzioni che consentano di lavorare con Formati Aperti, come indicato dall’Articolo 68, comma3.

A questo punto abbiamo un’offerta di prodotti eccellente, un sicuro risparmio economico, un driver di crescita per il mercato interno e un impianto normativo a supporto della scelta degli ICT manager che oggi, non devono più fare battaglie per adottare soluzioni Open Source assumendosene tutta la responsabilità, bensì potranno scegliere soluzioni Open Source come default ed eventualmente, solo dove la valutazione tecnico economica ne evidenzi la convenienza, si prenderanno la responsabilità della scelta di una soluzione commerciale.